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NATALE



Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare

Credo che ognuno ha quel che si merita

Credo alle favole 
alle principesse 
alle persone che rimangono se stesse 
credo a mia nonna 
perchè è degli anni trenta 
ed è convinta che fuma l’erba canta 
credo in me stesso anche se a 30 anni non si è avverato manco uno dei miei sogni 
credo alla bibbia credo nel destino, e alle parole dopo aver bevuto il vino 

 
credo, a tutto e a niente, a un genio deficiente, alle assurde convinzioni alle piccoli emozioni 
credo che tu sia, il meglio della vita mia, credo cheeee….eee.. 

ognuno ha quel che si merita 

credo ad un sorriso se fatto col cuore, credo ad una lacrima 
anche se non c’è dolore 
e alle speranze che sembrano lontane, ai musulmani con le donne americane e a chi cammina mentre il mondo corre, a chi non si è pentito anche da dietro alle sbarre a chi non ce l’ha fatta solo per un pelo,a chi ti vuole bene a chi ti manda a fanculo! 

 
credo, a tutto e a niente, a chi vince e a chi è perdente a chi lavora la mattina e non vende cocaina credo che tu sia, il meglio della vita mia, credo cheeee….eee.. 

ognuno ha quel che si merita 

credo, a tutto e a niente, a chi è vincente e a chi è perdente alle assurde convinzioni alle piccole emozioni credo che tu sia, il meglio della vita mia, credo cheeee….eee.. 

ognuno ha quel che si merita 

ognuno ha quel che si merita 

ognuno ha quel che si merita

 

Giochi ogni giorno

Giochi ogni giorno con la luce dell’universo.
Sottile visitatrice, giungi nel fiore e nell’acqua. 
Sei più di questa bianca testina che stringo 
come un grappolo tra le mie mani ogni giorno.

A nessuno rassomigli da che ti amo.
Lasciami stenderti tra ghirlande gialle.
Chi scrive il tuo nome a lettere di fumo tra le stelle del sud?
Ah lascia che ti ricordi come eri allora, quando ancora non esistevi.

Improvvisamente il vento ulula e sbatte la mia finestra chiusa.
Il cielo è una rete colma di pesci cupi.
Qui vengono a finire tutti i venti, tutti.
La pioggia si denuda.

Passano fuggendo gli uccelli.
Il vento. Il vento.
lo posso lottare solamente contro la forza degli uomini.
Il temporale solleva in turbine foglie oscure
e scioglie tutte le barche che iersera s’ancorarono al cielo.

Tu sei qui. Ah tu non fuggi.
Tu mi risponderai fino all’ultimo grido.

Raggomitolati al mio fianco come se avessi paura.
Tuttavia qualche volta corse un’ombra strana nei tuoi occhi.

Ora, anche ora, piccola, mi rechi caprifogli, 
ed hai anche i seni profumati.
Mentre il vento triste galoppa uccidendo farfalle
io ti amo, e la mia gioia morde la tua bocca di susina.

Quanto ti sarà costato abituarti a me,
alla mia anima sola e selvaggia, al mio nome che tutti allontanano. 
Abbiamo visto ardere tante volte l’astro baciandoci 
gli occhi
e sulle nostre, teste ergersi i crepuscoli in ventagli giranti.

Le mie parole piovvero su di te accarezzandoti. 
Ho amato da tempo il tuo corpo di madreperla soleggiata.
Ti credo persino padrona dell’universo.
Ti porterò dalle montagne fiori allegri, copihues, 
nocciole oscure, e ceste silvestri di baci.
Voglio fare con te
ciò che la primavera fa con i ciliegi

- Pablo Neruda

Io ti chiesi



Io ti chiesi perché i tuoi occhi
si soffermano nei miei
come una casta stella del cielo
in un oscuro flutto.

Mi hai guardato a lungo
come si saggia un bimbo con lo sguardo,
mi hai detto poi, con gentilezza:
ti voglio bene, perché sei tanto triste